Logicamente no-vax

Da qualche anno è presente una consistente frangia di persone contrarie ai vaccini. Se fino al 2020 si trattava di un fenomeno che raramente si guadagnava l’attenzione delle prime pagine, tranne che nei casi più gravi, la pandemia dovuta Covid-19 fece esplodere il fenomeno dell’obiezione vaccinale a livelli fino a quel momento imprevedibili.
Vi pregherei da fare un attimo mente locale e di tornare con la memoria a quel periodo di furiose polemiche scaturite dopo le disposizioni riguardanti l’obbligo vaccinale. A prescindere da come la pensiate al riguardo, va detto che una faccenda sanitaria divenne motivo di accesi dibattiti che poco o nulla avevano a che fare sulla validità della profilassi vaccinale. Certa politica che aveva prestamente annusato la possibilità di sponsorizzare una o l’altra posizione s’impossessò delle opinioni personali per gonfiare il suo bacino elettorale. Come già scrissi allora, m’infastidì parte della terminologia utilizzata da chi era favorevole e da chi era contrario alla vaccinazione. Non so voi, ma a me il temine “campagna” vaccinale non richiama un’immagine bucolica, bensì una strutturata operazione di guerra, solamente che a tratti pareva che il nemico non fosse il virus ma delle specifiche persone. Sul versante opposto ci fu una fideistica adesione alle teorie complottiste più disparate, quasi una resistenza partigiana a un nemico che voleva distruggere il genere umano, e pazienza se poi il dissenso si riduceva a furbeschi escamotage. Un ben definito schieramento politico lanciò strali e maledizioni, anatemi e oscuri presagi, offese e sfottò pur di pescare nella vastità di persone spaventate e dubbiose i branchi dei futuri seguaci.
Sia come sia, la tempesta passò, ma la frattura tra i favorevoli e i contrari al vaccino s’è allargata, forse in modo irreversibile, perché nella maggior parte dei casi ogni dialogo è impossibile a causa quasi sempre di un bagaglio di nozioni assunte per “sentito dire”.
Vi chiederete come mai abbia deciso di scrivere queste righe su una faccenda vecchia di anni, e ora ve lo spiego, giacché considero questo contrasto ben lungi dall’essere sopito, e anzi prevedo che in futuro si ripresenterà in forme ben diverse, più sistematiche, quasi realizzate ad arte.
La chiave che aprirà questo Vaso di Pandora è negli Stati Uniti, una delle nazioni caratterizzate da ACDC (Altissima Concentrazione Di Cretini).
Come di certo già saprete, l’amministrazione Trump, per mano del suo improbabile Segretario della salute e dei servizi umani (da noi sarebbe il Ministro della Salute), ha da tempo in atto un’azione tesa a squalificare l’efficacia dei vaccini, arrivando persino a definirli nocivi per la salute. Potete ben credere che in una popolazione dove non mancano i movimenti religiosi e anti-farmacologici che vedono la scienza medica come emanazione del loro personale Satana, dove la cultura generale è spesso ritenuta inutile e snob se non è fonte di guadagno o di potere, e dove è diffuso il sospetto verso ogni norma che limita la libertà personale, questo messaggio semplicistico e ammiccante ha facile presa.
Ci si potrebbe chiedere il perché di tanta contrarietà ai vaccini. Di certo l’elettorato conservatore del Trumpistan non aveva certo bisogno di questo “incentivo” antiscientifico per confermare la fiducia al suo Conducator, atti ben peggiori ha applaudito con entusiasmo, e quattro anatemi in più o in meno non possono influire sull’elettorato. No, la posizione qui non è ideologica, è brutalmente economica, arrivo a definirla eugenetica sociale, e per quanto terribile ha pure una sua logica.
Torniamo per un attimo al Covid-19. Ricordo che all’epoca moltissimi no-vax tiravano in ballo le lobby farmaceutiche, accusandole di arricchirsi con i vaccini. In parte avevano ragione, ma sbagliavano completamente il bersaglio sul versante economico. Vero è che queste lobby esistono, sono potentissime e dispongono di mezzi economici in grado di influenzare la politica. Sappiamo bene che il consumo pro capite di medicinali è in continuo aumento, in parte per l’invecchiamento della popolazione, in parte per la nostra mania di imbottirci di pillole per ogni malanno, e in parte anche sulla spinta dell’industria farmaceutica che mette in commercio sempre nuovi prodotti, e la ricerca per ottenerli dev’essere ripagata da adeguati volumi di vendita.
Nel caso del Coronavirus, un vaccino mRNA costava poche decine di Euro, e ovviamente altrettanto poco costava all’azienda farmaceutica che lo produceva, quando invece i medicinali per una persona che si ammalava di Covid-19 costavano migliaia di Euro (es. una sola confezione di Paxlovid costa quasi 2000€), quindi dove stava il grande business? In Borsa.
È il momento di dare i numeri. Moderna, una delle case farmaceutiche che producevano il vaccino mRNA, all’inizio del 2020 valeva circa 10 miliardi di dollari (valore del titolo 19 dollari), mentre a fine 2020 valeva più di 40 miliardi di dollari (il valore del titolo arrivò a 100 dollari e oltre). Vedete bene che il guadagno non si basò sulla vendita dei vaccini, bensì sulla speculazione borsistica.
Anche nel caso dell’attuale sciagurata politica di Trump contro i vaccini è necessario fare come nel film “Tutti gli uomini del presidente”, si devono seguire i soldi.
Come ben sappiamo, da decenni negli USA la salute dei cittadini è tenuta praticamente in ostaggio dalle assicurazioni. Già nel 1973 il presidente Nixon con il famoso HMO Act promosse l’attività delle assicurazioni sanitarie, le quali, in apparenza, avrebbero dovuto supplire alle croniche inefficienze di quella pubblica (mi ricorda qualcosa…), quando invece la verità era che ”tutti gli incentivi sono volti a dare meno assistenza medica, perché meno cure danno, più soldi guadagnano” (parole registrate nello Studio Ovale della Casa Bianca). La situazione con gli anni andò peggiorando, fino a quando il presidente Obama tentò di metterci una pezza, ma non risolse il problema alla base. Già durante il suo primo mandato presidenziale, Trump sabotò l’Obamacare riducendone l’applicabilità, e oggi prosegue nella sua opera di smantellamento.
Ma torniamo ai vaccini.
Comunque la pensiate sulle possibili controindicazioni di questa misura sanitaria, immagino che sarete d’accordo sul principio che “prevenire è meglio di curare”, e lo scopo del vaccini (sia i tradizionali e sia quelli mRNA) è quello di preparare il nostro corpo a difendersi da un agente virale o batterico potenzialmente pericoloso. In buona sostanza, chi è vaccinato dovrebbe riuscire a evitare una determinata malattia. Tutto bene quindi? Dipende dal punto di vista.
Sono abbastanza certo che l’automobile non sia per voi un oggetto sconosciuto, e che per esperienza o per conoscenza abbiate avuto a che fare con uno o più problemi meccanici, magari anche minimi. Ebbene, provate a immaginare l’esistenza di un’automobile che non si guasta MAI, secondo voi, come reagirebbero le autofficine? Mi pare ovvio che andrebbero tutte fallite.
Con i vaccini vale un po’ lo stesso discorso: se la persona non si ammala non serve curarla, pertanto non ci si può guadagnare sopra, e in questo caso a soffrirne sarebbero le case farmaceutiche e le assicurazioni sanitarie.
Troverei opportuno offrirvi qualche dettaglio su come funzionano bene le assicurazioni sanitarie negli USA. Farei un parallelo con la nostra RCA dell’automobile, dove il premio da pagare all’assicurazione è collegato alle coperture, ai massimali risarcibili e al profilo di rischio dell’assicurato, quali la sua età, la sua condotta di guida, e financo alla zona dove si troverà a circolare. Non è un segreto che in regione Campania assicurare un veicolo costi più di una volta e mezza rispetto alla media nazionale.
Con le assicurazioni sanitarie USA vale lo stesso discorso: persone anziane, persone affette da patologie croniche, persone che sono state oggetto di trattamenti medici costosi, persone che vivono in ambienti malsani, fumatori, alcolisti, invalidi e via dicendo si trovano a dover scegliere tra un premio assicurativo molto alto o una drastica riduzione delle coperture. In certi casi l’assicurazione sanitaria, a fronte di un rischio elevato, può tranquillamente rifiutare il rinnovo (o la stipula) del contratto senza dover pagare alcuna penale.
Vedete bene allora che per quelle organizzazioni mangiasoldi i vaccini sono un nemico, un freno ai loro futuri guadagni, un concetto di salute pubblica che va eradicato dalla mente dei cittadini. Hanno gioco facile perché la scala di valori dello statunitense medio pone al primo posto i soldi, seguiti a breve distanza da un anacronistico nazionalismo, da un individualismo che sfocia molto spesso nell’egoismo e dall’illusione di una libertà che potremmo definire “vigilata”. La salute personale è un accessorio, un optional a pagamento, in più di qualche caso una questione di fortuna. Negli USA non sentirete mai pronunciare la frase “basta la salute”, penso che sia intraducibile.
A peggiorare il tutto ci pensa un’informazione compromessa con queste società assicurative, la quale si rivolge tra l’altro a un pubblico distratto o del tutto refrattario alla logica.
Ma adesso a mettere il carico da undici c’ha pensato Donald Trump (sì, quello che suggeriva i raggi UV e iniezioni di disinfettante per combattere il Covid-19). Da decenni ci sono sempre stati dei legami tra il mondo del grande business e il presidente USA, nel senso che il primo finanziava la campagna elettorale del secondo, con le aspettative di una politica favorevole, ma con Trump il business si è direttamente seduto su quella poltrona dello Studio Ovale. Chi si tratti di tecnocapitalismo, di capitalismo clientelare, di neo-oligopolio, di capitalismo sovrano, è comunque una forma esasperata di economia rapace, insofferente alle regole e insaziabile nei suoi appetiti, e Trump ne è il sommo sacerdote. Va da sé che egli guardi all’arroganza delle assicurazioni sanitarie con occhio benevolo, perché quelle si inseriscono perfettamente nella struttura economica che meglio gli si attaglia e che è regolata dalla legge della giungla. Quanto più si arricchiranno tanto più potranno ricattare i cittadini americani, una sorta di estorsione mafiosa legalizzata che Trump sicuramente approva e che anzi si compiace di imitare.
Ma c’è di più, purtroppo.
Con l’andar del tempo la società americana si dividerà in caste, in quello che io definisco il metafascismo. In cima ci saranno i potenti, gli intoccabili, i semidei, in mezzo la platea di integrati al sistema, e in fondo la massa dei disintegrati. Quelli che ho definito “integrati” rappresentano una classe sociale variegata che è in grado di godere degli agi offerti dal benessere. Si va da chi può vantare dei costosissimi status symbol a chi riesce ad avere una vita relativamente modesta e tranquilla. Su costoro penderà sempre un’esiziale spada di Damocle, e basterà un accidente poco più grave di un raffreddore per spezzare l’esile filo che la trattiene e farli precipitare nei gironi infernali costruiti dalle assicurazioni sanitarie. Per quanto mostrino di spendere e spandere, mangiare e ridere, comprare e buttare, vivono nella sottile paura che per una fattura non saldata, per un investimento sbagliato, per una banca fallita, per un incidente qualsiasi il loro tenore di vita si dimostri per quello che è: una bolla di sapone. Potrebbero perdere la casa, il lavoro, la famiglia, l’automobile, e soprattutto l’assicurazione sanitaria, e con quella anche la salute. Per questo motivo sono ricattabili, non solamente dalle assicurazioni ma anche dal potere economico che regola la loro società, e quindi sono disposti a fare qualsiasi cosa, persino uccidere, pur di conservare immutato lo status quo che li mantiene a galla.
Ma tutti gli altri, i “disintegrati”? Ah, quelli non contano, sono una zavorra dell’economia, non producono, non consumano, non si conformano, non fanno testo, sono brutti, puzzano, sono individui usa e getta, vuoti a perdere e, Dio non voglia, potrebbero anche diventare dei “comunisti”. Per costoro non c’è informazione, si fermano al sentito dire, alle leggende metropolitane, alle storielle su X, perché la miseria è spesso associata all’ignoranza. Se il loro presidente, con tanto di bandiera a stelle e strisce sullo sfondo, dice platealmente in TV che i vaccini non servono, anzi fanno male, gli credono, almeno la maggior parte di loro, perché sospettano di tutto, della polizia, del vicino, dello straniero, e soprattutto di quelle persone azzimate in camice bianco che fanno discorsi troppo difficili da capire.
Tale comportamento è funzionale al modello economico e sociale di questo nuovo feudalesimo. I poveracci, i “disintegrati” non si vaccineranno, perciò si ammaleranno e, carenti di assistenza sanitaria in quanto non assicurati, leveranno presto il disturbo. Circa un secolo fa dei pazzi in Germania vaticinarono un futuro dominato da una razza “pura”, oggi negli Stati Uniti si progetta una popolazione altrettanto “pura”, senza disadattati, reietti, indolenti, straccioni, inabili, cioè una popolazione adatta a rendere più potente l’Utilopoli americana che ormai di grande ha solo la foglia di fico dell’ipocrisia.
Vi chiederete il motivo di questa mia geremiade, poiché io vivo dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, e comunque negli Stati Uniti non mi farebbero nemmeno entrare. Ora ve lo spiego.
Si dà il caso che dal secondo dopoguerra il nostro stile di vita sia stato influenzato da quello nordamericano. I giornali prima, il cinema poi, infine la televisione, hanno diffuso nel nostro paese i miti di quel continente lontano, e volentieri li abbiamo fatti nostri, ovviamente in scala ridotta. Ancora oggi, pur conoscendo le incongruenze della società statunitense, moltissime persone subiscono il fascino di quel mondo apparentemente molto ricco. Ho scelto a bella posta l’avverbio “apparentemente” perché in realtà si tratta di un paese indebitato in maniera stratosferica. In Italia il debito pro capite è di circa 50.000€, ma negli USA il debito pro capite è addirittura doppio, e in crescita costante. A ogni modo, come sono arrivati i jeans, sussiste il pericolo che prima o poi arrivi in Italia anche il colonialismo economico stile Trump, con i suoi eccessi, il pauperismo delle classi più deboli, il mito della ricchezza come fine ultimo, e già che ci siamo anche una sanità in mano alle assicurazioni. Ne ho già scritto in un precedente post intitolato “CRA”, e vi inviterei a darci un’occhiata. Ciò che mi premeva appunto denunciare in questo triste resoconto è il pericolo di cadere preda dei facili populismi di alcuni partiti, di quelli che si scagliano contro l’Europa, l’ultima imperfetta ciambella di salvataggio per questo disgraziato paese, di quelli che non amano i “lacci e lacciuoli” che intralciano i loro sporchi affari, di quelli che sono rimasti fermi a “Dio, Patria e Famiglia”, di quelli che danno del comunista (come se fosse un’offesa…) a qualsiasi progressista, di quelli che promettono miracoli nazionali, di quelli che strizzano l’occhio ai fascismi, tutti i fascismi, quello nostrano, quello francese, quello tedesco, quello spagnolo, quello americano, quello russo, e tutti costoro strizzano sempre l’occhio ai no-vax (quando si dice il caso…). Queste canaglie sono volgari emuli del sedicente padrone degli Stati Uniti, ne ammirano la visione politica, la violenza, il razzismo, la separatezza castale tra poveri e ricchi, la sudditanza al capo, e un sistema sanitario elitario che ingrassa le lobby assicurative. Le menzogne sui vaccini servono a questo, a far credere che la malattia è una punizione divina per la colpa di non essere abbastanza ricchi, e pertanto non ci sono vaccini che tengano, ci si deve sottomettere.
Se avete ancora un po’ di pazienza vi racconterei una fiaba africana, quella del colibrì.
Un giorno nella savana scoppiò un grande incendio, e tutti gli animali scappavano per allontanarsi dalle fiamme. Solamente un piccolo colibrì volò fino al fiume, raccolse col becco una goccia d’acqua e andò a gettarla sul fuoco. Il leone lo vide e gli disse cosa sperasse di fare con quel piccolo becco. “Io faccio la mia parte” gli rispose il colibrì.
Ecco, io vi ho raccontato come stanno le cose, e ora sta a voi fare la vostra parte, grande o piccola che sia. Se vi capita di udire delle castronerie sesquipedali non lasciate perdere, fate con garbo le vostre osservazioni. Forse non riuscirete a convincere nessuno, ma almeno avrete seminato il dubbio. In ogni caso evitate di farvi trascinare nella grassa polemica, non serve, se uno non capisce non capisce, oppure è in malafede, perché se vi farete coinvolgere in una lotta nel fango da un maiale va da sé che vi sporcherete, e lui pure, ma lui si sarà divertito.

 

P.S. Comunque c’è anche un’altra possibilità per tentare di cambiare il possibile corso degli eventi. Tutti i dettagli nel postAndate e fate“.

300

3 thoughts on “Logicamente no-vax

  • In medicina, due scoperte hanno cambiato la storia del mondo: i vaccini e gli antibiotici. Ci hanno provato con gli antivirali quando si sono accorti che l’AIDS non contagiava solo i poveracci, ma anche i wasp, con risultati però modesti. Ora ci sono questi vaccini (ancora loro) contro il cancro, sui quali si ripongono enormi speranze, ma presto per dire che possano essere la terza speranza.
    Indubbiamente vaccini e antibiotici hanno contribuito non poco affinchè arrivassimo a essere 8 miliardi, con tutti i problemi relativi. Del resto, sono anziana, ricordo con che sollecitudine mia mamma ci aveva portato a fare il vaccino antipolio, malattia ancora presente nei primi anni ’50, malattia che terrorizzava per la rapidità con cui poteva spezzare una vita in poche ore o lasciare un’invalidità permanente, ed è solo un esempio.
    I vaccini salvano la vita (un mio amico pneumologo che lavora in un grande ospedale racconta che la seconda ondata del covid era tutta di non vaccinati)
    I vaccini non incidono sui bilanci delle farmaceutiche, che campano su malesseri da poco (che non si sa sopportare) e guai dell’età, quindi irreparabili, e soprattutto i perfettamente inutili e costosissimi integratori
    Come vedi, non ho mezze misure 🙂

    • Hai ragione, vaccini e antibiotici sono presidi sanitari di enorme importanza, anche se, a parer mio, la scoperta fondamentale che ha salvato la vita di molti di noi è stata un’altra: l’anestesia.
      Il titolo del post, come al solito, è ingannatore, dato che dal testo penso traspaia la mia posizione riguardo ai vaccini. Quel “logicamente” è il segnale di una strategia politica che ha una sua logica perversa, quella di indurre la popolazione a non fidarsi della scienza e a credere fideisticamente agli annunci del populista di turno, un personaggio che può dire tutto e il suo contrario senza tema di smentita. Se poi, come sospetto, negli USA l’operazione è studiata per mantenere un ferreo controllo sulla popolazione, la faccenda è ancora più preoccupante. Lo è perché la densità neuronale di certo elettorato nostrano (astenuti compresi) è in picchiata, e potrebbe darsi che qualcuno si faccia affascinare delle sirene assassine d’oltreoceano.
      Quanto al Covid e alla sua sottovlutazione ti rimanderei al post “Non ce n’è coviddì” pubblicato quasi tre anni fa sempre su questo blog.
      Ahoj

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