Primo contatto

Esce su Amazon un romanzo scritto a quattro mani da Nadia Mogni e Stelio Vascotto, e per entrambi si tratta del primo contatto con un testo che supera la lunghezza del racconto.
Pur trattandosi di una proposta di lettura non impegnativa, vi posso assicurare che la stesura è stata abbastanza elaborata, nata in prima battuta da un racconto originale di Nadia Mogni, e poi oggetto di uno sviluppo durato anni.
Sotto alla copertina troverete una sinossi del libro, e speriamo che quella sia sufficiente a incuriosirvi quel tanto che basta per indurvi a leggerlo per intero. 

Due donne, in due epoche, per due percorsi. La prima deve dipanare un mistero del quale non vede la soluzione; la seconda ne è stata in parte responsabile, ma non ha potuto evitarne le nefaste conseguenze.
La parola incantesimo potrebbe apparire anacronistica ai giorni nostri, eppure come tale si manifesta intrappolando le sue vittime in una prigione senza pareti ma anche senza via di scampo. Una giovane donna con la predilezione per l’occultismo viene chiamata a cercare il bandolo della matassa. Il fatto che tutto avvenga in una sonnolenta cittadina padana, e che coinvolga personaggi che nulla hanno a che fare col soprannaturale o con l’esoterismo, rende quel mistero ancor più inspiegabile.
Quattro secoli prima, in un’epoca di inestinguibile furore religioso, l’altra protagonista è costretta alla fuga da Praga per salvare alcuni antichi testi dalle mani rapaci di un negromante e dall’occhiuta macchina dell’Inquisizione.
Il destino, magari favorito da un proposito umano, riuscirà a rendere ininfluente la distanza fisica e temporale che separa le due donne realizzando le loro aspettative, anche se gli sviluppi saranno imprevedibili.

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