Siamo a cavallo

No, non mi sono dato all’ippica, e nemmeno l’equitazione fa parte dei miei programmi di svago, quindi si potrebbe supporre che il titolo stia a indicare una positiva conclusione di una qualche contingenza, ma non è nemmeno così.
E allora?
Allora andiamo dove vengono allevati i cavalli più famosi del mondo: i lipizzani.
Immagino che vi sarà capitato di assistere, se non dal vivo almeno sullo schermo, alle esibizioni della Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna, e i cavalli che vengono addestrati sono esclusivamente quelli lipizzani. La loro razza è frutto di studiati incroci di cavalli italiani, danesi, boemi, spagnoli, arabi e croati. Non vi sto a raccontare tutta la loro storia, iniziata nel XVI secolo e attraversata da crisi e rinascite, non sono un esperto e non è questo il fine di questo post, però mi va di aggiungere che la ricerca di un cavallo docile ed elegante per trainare le carrozze della casa asburgica fu un’iniziativa dell’arciduca Carlo II, e il colore bianco è il frutto di una selezione iniziata nel XVIII secolo. Il loro nome deriva dal villaggio di Lipizza (Lipica in sloveno), dove Carlo II pose le basi del maneggio dove ancora oggi si trova, e a sua volta il paese è chiamato così a causa di un piccolo tiglio che cresceva accanto a una cantina locale, per cui dal trecentesco Pr’lipci si è passati tempo dopo a Lipica.
Complice una bella giornata novembrina, sono andato a fare una passeggiata nella tenuta che circonda il maneggio, una superficie verde che supera i 300 ettari, e ovviamente ci sono andato attrezzato di macchina fotografica.
Le immagini che ho inserito non rendono abbastanza l’idea degli spazi aperti e di come a ogni passo ci sia qualche dettaglio suggestivo, però prendetele come una sorta di trailer, pillole visive di un ambiente molto più vasto e variegato.

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