Il mare spiegato a un marziano

Come promesso, ecco l’occasione per leggere qualcosa fuori dal comune, e che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che solamente in un testo breve si svela l’eleganza e il genio. Sarà forse per questo motivo che i miei scritti sono esageratamente lunghi, perché, prendendo il lettore per scanchezza, è difficile scoprire l’effettiva qualità del testo, una valutazione esprimibile solamente in codice binario: zero oppure uno.
Questo piccolo gioiello è di Aurelio Bonazza, genovese di san Gottardo, e anche lui artista per passione, non per mestiere.
Il post originale lo trovate nel blog LaChimicaDelleLettere

Racconto

Il mare spiegato a un marziano

– Cosa è questo?
– Si chiama mare. D’estate ci andiamo tutti.
– Dove?
– Al mare. Inteso, in senso lato, tutto l’insieme di spiaggia, ombrelloni, birra, sole, cielo e mare in senso stretto.
– In senso stretto? E in senso largo?
– Beh lì solo se sai nuotare o al limite indossi i braccioli.
– Cosa è nuotare?
– Nuotare si compone del principio di Archimede, che ti fa galleggiare, e dell’armonico vorticare di mani e piedi, con le braccia e le gambe attaccate, all’interno e all’esterno delle acque.
– Attaccate?
– Senza dubbio. A meno che non sia nei paraggi lo squalo e allora no.
– Mi hai citato l’acqua: so per certo che voi umani la bevete. Quindi al mare si beve molto. Giusto?
– Solo se tuo cugino ti tira sotto.
– Cugino? Cugino in senso lato?
– In senso stronzo. Ma questo è un concetto che approfondiremo più avanti.
– Grazie.

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