Prendetevela comoda

Se pensate che andare a Praga significhi andare in Boemia vi state sbagliando di grosso, sarebbe come andare a Londra e dire di aver visitato l’Inghilterra, e a tal riguardo (di Londra e dell’Inghilterra) colgo l’occasione per riproporvi un mio vecchio articolo che si intitola “Un post fuori luogo”.
A parte il fatto che per il momento, e per chissà quanto tempo ancora, di viaggi fuori dal portone di casa non se ne parla, torno qui a ripetere che arrivare a Praga impreparati è tempo sprecato e soldi regalati all’agenzia di viaggi. Sì, so bene che il castello, il Ponte Carlo, la Piazza della Città Vecchia, Piazza Venceslao, il Vicolo d’Oro, eccetera, sono sempre compresi nel prezzo di un’escursione in quella città, però c’è molto altro andando a grattare sotto la superficie dorata che viene promossa da tutte le cartoline illustrate. Però per conoscere bene bisogna prima studiare, e non sui cataloghi illustrati, bensì su libri veri, parlo di Angelo Maria Ripellino, di Bohumil Hrabal, di Peter Demetz, di Harald Salfellner, eccetera, e se ve la sentite, anche di Franz Kafka, anche se lui non scrive esplicitamente di Praga, ma dell’uomo a Praga e nell’universo.
Qualora non si fosse in possesso del minimo di bagaglio storico-culturale necessario a comprendere ciò che si vede, e soprattutto ciò che non si vede, si rischia di perdere il meglio, sarebbe come andare ad Atene e guardare il Partenone senza non sapere chi fosse Pericle, Fidia, Socrate…
Ancora una cosa però vorrei dirvi, ovvero prendetevela comoda, cioè, se potete, andateci a Praga, ma per gradi, da Sud, fatevi un viaggetto nella Boemia meridionale, o attorno alla capitale, giusto per ambientarvi, anche perché potreste trovarvi in luoghi veramente fiabeschi.
Ah sì, quasi dimenticavo, le foto più preoccupanti sono quelle che ho scattato in una miniera di grafite. Ero lì perché mi serviva sapere che aspetto avesse veramente, quel materiale grezzo, in quanto dovevo scriverne in un romanzo, fate conto che sia stato un’applicazione letteraria del metodo Stanislavskij.
Eccovi allora una carrellata di immagini della Boemia senza Praga, così vi fate un’idea.

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